domenica 30 agosto 2009

Whenever something is wrong, something is too big

Jean Honorè Fragonard: Lezione di musica


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Whenever something is wrong, something is too big.

Quando qualcosa non funziona, qualcosa è troppo grande.

Leopold Kohr


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In fase di ri-produzione (di un qualsiasi evento) si creano delle incongruenze, degli errori.
Dovuti in massima parte al paradosso spazio/temporale che viene a crearsi.
Il nuovo tempo ed il nuovo spazio (che ospiteranno la riproduzione), sono alieni ai significati ed ai contenuti dell'evento originale.

Nel modo di agire convenzionale (tipico della maggior parte degli oggetti in commercio), che contempla solamente le misure del fenomeno fisico (peraltro estraneo alla reatà percepita dall'uomo) vengono a crearsi un numero di errori tendendi all'infinito.

A parità (o quasi) di ignoranza progettuale (termine usato per indicare un modo di fare che trascura o ignora le problematiche spazio/temporali) succede che compiono "meno errori" (anche se parlare di meno errori in ambito che tende all'infinito può sembrare impreciso) certi diffusori di piccola dimensione rispetto ad altri di grandezza maggiore.

Questo non significa che la soluzione sia nel dover usare minidiffusori.

Significa solamente che se non ci si preoccupa di analizzare e risolvere certe problematiche, i minidiffusori resteranno quasi sempre preferibili.

Prendiamo un qualsiasi catalogo di qualsiasi ditta.
I diffusori piccoli riprodurranno quasi sempre in modo più coerente la musica rispetto a quelli grandi, in mancanza di soluzioni alle problematiche spazio/temporali sopra accennate.

Avremo sempre l'audiofilo o il "tecnicista" che si opporrà per una questione di "completezza" (con la solita storia: i bassi i bassi i bassi...l'SPL l'SPL l'SPL...).

In realtà un sistema costruito senza analisi attenta delle problematiche sopra enunciate, emetterà certamente più bassi e suonerà anche più forte.
Ma questa presunta completezza non avrà nulla a che vedere con la riproduzione musicale.
Anzi, aumenterà drammaticamente una caoticizzazione, rovinando quel poco che c'era di "coerente" nei mini.

Ecco perchè coi "mini" si ha in genere una sensazione di naturalezza, mentre, molto spesso, con grandi sistemi convenzionali questa viene a mancare a favore di un "caos", scambiato dai più per "completezza".

Non succede mai che qualcuno riporti che un diffusore più grande (della stessa ditta) abbia la stessa identica "magia" del piccolo, semmai succede il contrario.

Si può certamente costruire un diffusore da pavimento che sia davvero più completo dei "mini" e che abbia la stessa "magia".
Per farlo non si può prescidere dallo studio degli errori che si creano (incoerenze spazio/temporali).

Non esiste ad oggi, amio avviso, un diffusore "accettabile" (in ottica di ri-produzione fisiologica del significato musicale) che abbia un woofer più grande di 20cm.
E dico 20cm perchè voglio "salvare" alcuni monitor BBC, più per "affezione" che per oggettività.
Anche se qualcosina di "buono" ancora è possibile discernere, invero l'ascolto mostra già ampiamente il "seme" del "caos".

Fabio Ferrara (Dueeffe)

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