martedì 2 settembre 2008

Magia naturalis: XVI sec, l'arte della meraviglia.

Archicembalo. (invenzione di Nicolò Vicentino.( XVI sec)


Agli inizi dell'epoca moderna la musica era classificata sia come ars (arte)che come scientia (scienza), in quanto essa richiedeva sia l'abilità dell' esecuzione che il possesso di una teoria sistematica.
La scienza musicale, era detta anche "armonia", in quanto era noto ai filosofi che gli intervalli musicali potevano essere riprodotti anche numericamente.
Secondo il De Musica di Severino Boezio, testo principe delle università, Pitagora scopri la corrispondenza tra accordo e rapporto numerico attraverso la visita alla fucina di un fabbro.
Accortosi che combinazioni di martelli diversi producevano una serie di accordi musicali, Pitagora scopri una relazione aritmetica tra il peso dei martelli e le loro rispettive tonalità.
Ma nel tardo 500 i teorici musicali tesero sempre di più a respingere la tradizione armonica di Pitagora e Boezio, cercando basi alternative per la loro arte.
Molti dei nuovi effetti sonori prodotti da voci e strumenti non avevano più relazione con le teorie numeriche pitagoriche, e sorsero dal desiderio di manipolare e riprodurre più fedelmente le emozioni, obiettivo principale dei compositori dell'epoca.
L'introduzione della filosofia sperimentale contribui ulteriormente a mettere in discussione Pitagora e nel corso del decennio 1580/90 fu Vincenzo Galilei, padre di Galileo, che, da liutista , sperimentando in concreto le teorie pitagoriche scaturite dalla fucina del fabbro, scoprì che molte di esse erano errate.
Questa scoperta fu il preludio ad ulteriori indagini proseguite dal figlio Galileo e da altri filosofi naturali sulla proprietà , in musica, delle corde e dei corpi risonanti, esperimenti rivoluzionari che inizieranno a partire dal 1600.
La filosofia sperimentale, che tenterà di spiegare in modo attendibile i fenomeni naturali, si diffonderà nelle accademie di corte alla fine del 1500.
Le qualità occulte che comprendevano qualcosa che non poteva essere spiegata con un'analisi elementare, venivano escluse dalla fisica accademica.
Sotto il termine " magia naturale" venivano inquadrate quelle discipline e tecniche empiriche dotate di forze occulte, che, non essendo riconducibili a fenomeni totalmente razionalizzabili, erano pertanto destinate ad essere codificate empiricamente.
Tra quanti utilizzavano tecniche empiriche per provocare effetti con mezzi occulti, c'erano medici, farmacisti, ingegneri, pittori e musicisti. Si trattava di effetti che potevano essere chimici, fisici, meccanici e persino psicologici ed includevano fenomeni che agivano anche a distanza come la gravità ed il magnetismo.
Il suono, in particolare l'armonia musicale,era una dimensione importante della magia naturalis, in quanto inquadrato negli artifici che avevano il potere di modificare l'umore ed il comportamento tramite una "azione a distanza".

Fondamenti dell'arte acustica, dalla magia alla scienza.
Francesco Bacone (1561-1626).

Nel corso del seicento la magia naturalis perse via via importanza mentre aumentava la considerazione per la filosofia naturale.
Il filosofo inglese Francis Bacon ebbe una particolare influenza su questo cambiamento. I suoi sforzi volsero nella direzione della formazione di un concetto di "arte acustica", mantenendo molti aspetti della magia naturale, ma integrandola però con la filosofia sperimentale.
Lo stesso Bacon descriveva il suo nuovo metodo come una forma di magia naturale definendolo: "Scienza che applica la conoscenza di forme nascoste alla produzione di prodigiose operazioni".
La ricerca di Francis Bacon sull'acustica si condensò in due lavori, "Sylva Sylvarum e New Atlantis . New Atlantis si basava sulla descrizione della creazione di effetti e sull'uso della filosofia naturale al fine di dominare le cause di questi apparentemente miracolosi eventi.
La descrizione visionaria della casa di Salomone comprendeva meraviglie acustiche che meritano di essere citate: "abbiamo case dei suoni dove li eseguiamo e proviamo e ne studiamo la genesi, abbiamo armonie che voi non avete, strumenti come non ne avete mai visti,....facciamo diventare grandi i suoni piccoli e tesi ed acuti i suoni grandi.......riproduciamo ed imitiamo tutti suoni articolati...i versi delle bestie e degli uccelli...abbiamo ausilii che dispongono l'orecchio a ben sentire...abbiamo eco artificiali che rimandano la voce tante volte, più forte di quando è partita, più stridula o più profonda.....etc.
Molti di questi effetti erano stati già descritti dal Della Porta nel suo "Magia Naturalis" ed erano molto in voga nelle corti di quel periodo, ad es. i Medici a Firenze e gli Stuart in Inghilterra, e ,molto ricercati , erano i tecnici in grado di organizzare intrattenimenti e feste in particolare dalla nobiltà inglese che voleva grotte ed automi come quelli delle ville di Tivoli e marchingegni musicali sempre più sofisticati in competizione nel destare meraviglia e stupore.
Mentre l'oggetto della New Atlantis era quello di studiare la creazione di effetti, Sylva Sylvarum analizzava le origini e le cause del suono.
Oltre alla ricerca delle caratteristiche basilari, si ricercava la genesi dell'armonia e della consonanza, si studiavano strumenti capaci di creare effetti emotivi e fisici nell'ascoltatore, e se ne analizzavano le relative tecniche di costruzione, i materiali usati, la loro forma e lunghezza, lo spessore delle canne e delle corde, tutto quello in pratica che era in grado di determinare qualità come il tono ed il timbro.
Cosa c'è quindi di nuovo in Bacone se quanto da lui descritto era già stato trattato da Della Porta nel suo "Magia naturalis" ? Considerando la ricerca un'acquisizione comune allo scopo di appropriarsi della conoscenza dei segreti del suono, democratizzando la conoscenza, razionalizzando la tecnica, e sottraendola alla magia, Francis Bacon consegna per primo l'acustica alla filosofia naturale sperimentale, gettando le basi della moderna relativa scienza.
Scienza che però, ancora oggi , non è in grado e forse non lo sarà mai, per la natura eminentemente percettiva della bellezza della musica, di razionalizzare l'origine della qualità delle sensazioni, rendendole quindi tecnicamente ricostruibili.
Rimane quindi ancora molto spazio a chi è in grado, con ogni mezzo, di creare quella magia del suono e dell'ascolto che è in fondo il luogo dove l'appassionato vuole essere trasportato.

P.S.
Un parallelo con il mondo dell'audio e della riproduzione sonora sembra evidente, laddove il sapiente uso di tecniche alternative o sconosciute di fine tuning di un impianto può essere il quid che può trasformare una riproduzione ordinaria in una straordinaria ed emozionante.
Questo, fermo restando l'opportuno uso dell'imprescindibile tecnologia tradizionale e della conoscenza tecnica correlata alla percezione della qualità musicale.

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