domenica 15 febbraio 2009

Magica tecnologia


Qual'è la linea di demarcazione tra tecnologia e magia?
Esiste una reale differenza?
La prima risposta che arriverà sarà: Certo che c'è una differenza!
La magia è basata sull'esistenza di un mondo non fisico, mentre la tecnologia si basa sul progresso e le scoperte della scienza!
Ma più si riflette su questa apparente dicotomia, più si realizza che non c'è un evidente stacco tra le due materie.
L'unica reale definizione del magico(prima dell'era tecnologica),era quella di un processo di forza basata sulla divinazione e sul mistero che circondava l'evento.
Spesso la magia era identificata in una pozione, appunto magica,in quanto composta da misteriosi e fantasiosi ingredienti capaci di produrre un'energia altrimenti impossibile da ottenere.
Ma qual'è la differenza con quella che oggi chiamiamo medicina, il cui prodotto, il medicinale, è creato con una formulazione il cui fine è di produrre benessere ed energia, tanto quanto la vecchia pozione magica?
La medicina non è altro che il processo magico che diventa tecnologia!

Consideriamo ora una persona che non conosca le nuances della tecnologia.
Un telefono cellulare non gli apparirà come un oggetto magico?
Il poter parlare con qualcuno con un piccolo aggeggio in mano non è magia per il non conoscente?
Ogni meraviglia tecnologica non gli apparirà come una magia?
Allora è la non conoscenza della causa di un fenomeno che determina il confine tra i termini magia e tecnologia.
Da ignoranti della quasi totalità dei fenomeni fisici che ci si presentano davanti ogni giorno, dovremmo chiamare magia tutto quello che si presenta ai nostri sensi e del quale non sappiamo dare una chiara ed organica spiegazione tecnica.
Non lo facciamo di fatto solo perchè qualcuno che non conosciamo ha dato una spiegazione che non conosciamo accettata da altri che non conosciamo, e sulla base di questo chiamiamo scienza ciò che per noi sarebbe in realtà, magia.

1 commento:

Giovanni ha detto...

La differenza, forse, sta tutta nell'onestà di chi "possiede" un dato ritrovato scientifico-magico. Dici bene quando affermi che tutti noi quotidianamente utilizziamo oggetti che qualcuno ha progettato ricorrendo a principi a noi sconosciuti e che una certa comunità di (per noi) sconosciuti soggetti ha accettato e diffuso. Ma tutto ciò è indagabile: se ci mettiamo di buzzo buono, in un pomeriggio possiamo scoprire perché l'aereo vola, il laser legge i cd, il monitor lcd visualizza le immagini e così via. Proviamo a fare lo stesso con il filtro d'amore della fattucchiera o con la pozione che rende invisibili. La differenza allora potrebbe essere tutta qui: se un ritrovato viene acquisito al mondo della tecnologia, esso è fruibile da tutti (tranne i casi di segreti industriali e/o militari) ed è un passo avanti per tutti noi. Se un ritrovato è patrimonio solo di una setta che ne possiede l'oscuro segreto e che non ne conosce nemmeno le cause, ma si limita a recitare una formula magica ed incompresa tramandata da altri iniziati, esso è un passo verso l'oscurità perché recide la catena causa-effetto che - volenti o nolenti - è lo strumento più potente (forse il meno affascinante) che abbiamo per comprendere il mondo. E allora di fronte a chi possieda un nuovo oggetto tecno-magico preferisco accordare fiducia alla scienza, che poi lascia ai tecnici la scelta se usare l'oggetto per il bene o per il male, piuttosto che sperare che lo stregone che ho davanti appartenga alla setta dei maghi neri o dei maghi bianchi.
Un saluto, The dark side.